martedì 8 ottobre 2013

11 OTTOBRE 2013 NASCE IL COMITATO RAVENNA PER MATTEO RENZI SEGRETARIO

L'Italia cambia verso e noi ci prepariamo sostenendo Matteo Renzi Segretario! Nella serata all'albergo Cappello presentiamo il comitato per le primarie 2013 e soprattutto le nostre idee per un'Italia che cambia.



mercoledì 21 agosto 2013

Parliamo, ma di contenuti! La nostra risposta a Serena Fagnocchi

Cara Serena,
Non posso certamente arrogarmi il diritto di rispondere alla tua lettera aperta in nome e per conto di Matteo Renzi, ma vorrei dare un contributo alla interessante riflessione da te proposta.
Come ben sai, ci stiamo tutti preparando agli importantissimi congressi locali e provinciali e, avendone discusso insieme tante volte di persona, condividiamo larga parte delle critiche da te mosse al nostro partito, ancora evidentemente in stato confusionale dopo la disastrosa gestione degli ultimi tempi.
Ritengo francamente che il dialogo tra Renzi e Civati, come tra di noi a livello locale, non solo sarebbe opportuno ma certamente auspicabile. E non solo in chiave congressuale: non sfugge a nessuno, infatti, che il futuro (anche molto prossimo) del PD passerà in larga parte da questi due nomi.Tuttavia non posso non muoverti (e non me ne vorrai, visto la nostra amicizia) una critica “di metodo” nella tua analisi, a mio giudizio un po’ troppo ancorata ad una questione di lotte intestine.
Questo partito ha sofferto per troppi anni della mancanza di elaborazione politica degna di questo nome, costantemente chiuso in se stesso e affancendato in logiche di spartizione del potere che poco hanno a che fare con la politica con la “P” maiuscola. Il tutto è stato tenuto in piedi dalla costante idea della “Santa Crociata contro il nemico”, e infine nascosto dietro un velo di finta coesione sul cui altare si poteva sacrificare ogni idea. Ricordo ancora con un po' di rammarico quando, più o meno 10 anni fa, da giovane responsabile della Sinistra Giovanile venivo redarguito dai dirigenti dei DS per le mie lamentele con un solenne “prima le alleanze, poi i programmi!”
Per tanto tempo, e tu lo sai bene, il fragile meccanismo si è basto sul compromesso al ribasso, qualunque opinione andava prima filtrata, riveduta, corretta e alla fine devitalizzata per non offendere nessuno. Alla fine di questo meccanismo ci siamo trovati con un partito che dopo una sconfitta elettorale inaspettata si è disintegrato in mille correnti (con l’unica eccezione di noi definiti  “renziani” J), dove se chiedi una opinione politica a 4 iscritti, ti ritrovi con 4 idee e 4 partiti differenti.
A questo punto, penso che per avere “vera” innovazione sia necessario innanzitutto non ripetere noi stessi gli errori del passato. Il primo da non fare é quello di continuare a cercare coesione “contro qualcosa” e non “per fare qualcosa”. Gli ultimi vent’anni dovrebbero averci insegnato che quella strada non porta da nessuna parte e che spesso, al contrario, per sconfiggere un avversario devi semplicemente in primo luogo dimostrarti migliore e più bravo di lui.
Il congresso di un grande partito come aspira ad essere il PD, soprattutto in una fase come questa, non può risolversi in una ennesima “Santa Alleanza”, anche se fosse contro un apparato ormai più simile all’orchestrina del Titanic con l’acqua ai piedi, ma dovrebbe essere il momento di maggior trasparenza e confronto tra legittime opinioni differenti per una coesione DOPO il congresso.
E questo mi porta al secondo errore fondamentale da non fare a mio giudizio: continuare una discussione politica tenendo sullo sfondo una idea di partito che guarda al proprio ombelico, che si accapiglia su tematiche di corrente, che è un continuo campo di battaglia tra modi di intendere la politica. Problematiche che possono impegnare chi lo vive dentro, ma che non interessano i cittadini se non nella stessa misura di una partita di calcio.
Ritengo che la vera carica innovativa di Renzi sia stata proprio l’idea che il partito è importante, ma è uno strumento che non può essere fine a se stesso. Prima vengano le idee! Un partito é un fondamentale luogo di discussione ed elaborazione politica (se funziona), ma che trova un senso e la propria ragione di esistere in relazione agli obbiettivi e ai risultati che ci si prefigge per il governo della comunità a cui ci si rivolge.
Alla fine, cara Serena, personalmente condivido il percorso di Matteo Renzi fin dalla primo “Big Bang” alla  stazione Leopolda, e non l’ho mai sentito fare politica rivendicando il ruolo di unico innovatore o di avere la verità in tasca come non l’ho mai sentito attaccare Civati. Io e tanti altri abbiamo condiviso e condividiamo il suo progetto perché lo abbiamo sentito proporre una visione nuova di partito e del paese, programmi, soluzioni e nuovi metodi di intendere la politica.
Lo abbiamo visto sempre tenere la porta aperta per chiunque volesse ascoltare, senza alzare nessuno steccato. Lo abbiamo visto, con estrema generosità, appoggiare candidati del partito che non la pensavano come lui. La stessa Serracchiani, che tanto aveva collaborato con Civati, ha visto in Matteo l’unico aiuto in una campagna elettorale in cui era stata abbandonata a se stessa.
Per cui sentiamoci! Vediamoci! Ma non discutiamo di apparato. Discutiamo se vogliamo un PD che parli a tutte le fasce sociali o che voglia solo scendere in piazza a protestare. Discutiamo se immaginiamo un’Italia in cui sa prioritario abolire l’IMU (il cui gettito proviene, per l’80% circa, dai cittadini più abbienti) piuttosto che l’IRPEF (il cui gettito proviene per l’80% circa dalle fasce meno abbienti) e l’IRAP come misure per rilanciare l’economia. Discutiamo se siamo d’accordo che a Ravenna, da oltre vent’anni, sia mancata una seria pianificazione dello sviluppo, se non sia il caso di ricominciare a farlo ed in che termini.
Discutiamo di politica e non di tattica, per non trovarci a scoprire per l’ennesima volta, dopo l’ennesimo congresso, che “forse tanto coesi non eravamo” e che, all’atto pratico di parlare con i cittadini e gli elettori, non riusciamo di nuovo ad andare oltre il “giaguaro da smacchiare” e “l’usato garantito”. Parliamo di idee e non di personalità, e sono sicuro che troveremo molti più punti in comune che discutendo di Pippo e di Matteo.

Giuseppe Roccafiorita
presidente Ago.Ra

mercoledì 26 giugno 2013

Ago.Ra presenta: Smart Cities, a cura di Michele Vianello











Appuntamento al mare. Tema Smart Cities

Evento Facebook: Link

La Rivoluzione Tecnologica degli ultimi 10 anni ha ridefinito il nostro modo di vivere, amministrare e costruire le città. Come le nuove tecnologie possono aiutare a ridefinire il contesto urbano e il modo di viverlo?

Ne parleremo con Michele Vianello - Direttore del Vega Park (Parco Scientifico di Venezia) autore del libro " Smart Cities Gestire la complessità urbana nell'era di Internet" (Maggioli Editore)


Evento organizzato da Ago.Ra

Ringraziamo il Bagno KUTA di Punta Marina Terme (Ra) per la sua generosa ospitalità.




giovedì 18 aprile 2013

Comunicato


Comunicato AGO.RA del 18 Aprile 2013

L'associazione Agora e tutti gli aderenti ai comitati per Renzi del comune di Ravenna in una nota inviata alla stampa nella notte si dicono «allibiti» davanti a quanto sta succedendo in queste ore. Per tutte queste ragioni, i renziani ravennati invitano i parlamentari locali Alberto Pagani, Sefi Idem e Stefano Collina «a dare ascolto al sentimento espresso dalla base in queste ore sul territorio, a rispettare il bisogno di una scelta diversa e più condivisa ad assumersi l'onere di tale scelta oggi in Parlamento».«L'elezione del Presidente della Repubblica – si legge nella nota –, la più alta carica dello Stato e custode della Costituzione, è stata trasformata in un bazar con il centrodestra, dove la logica del compromesso al ribasso ha trionfato, purtroppo, per l'ennesima volta. Ci sentiamo pienamente concordi con quanto espresso ormai palesemente da tutti gli elettori del Partito Democratico e del centrosinistra e chiediamo una scelta consapevole e "alta" per il Colle. 

Marini non esente da colpe rispetto al metodo e a certe dinamiche di corrente, non è in sé il problema. Come sosteniamo da tempo, le figure che hanno governato e gestito il centrosinistra negli ultimi 20 anni hanno perso completamente la capacità di saper interpretare i sogni, le aspirazioni e le richieste del proprio stesso popolo. Bersani e il suo tortellino magico, a Roma come nei territori, hanno fatto il loro tempo ed è ora che si facciano da parte per il bene del Partito e del Paese». «In alternativa – termina la nota – avremo la dimostrazione evidente, se ce n'era bisogno, che non è solo un uomo che sta fallendo ma una intera classe dirigente nazionale e locale che, non avendo più la competenza ne l'onestà di leggere questo periodo storico, sta solo cercando la propria conservazione». «Adesso è il momento di dire basta, perché i veri irresponsabili non sono gli elettori, ma i dirigenti chiusi nelle loro torri di avorio. Noi, da parte nostra, non fuggiremo dal Pd ma siamo già da ora pronti a ricostruire dalle macerie la grande casa del centro-sinistra italiano. A viso aperto e con il sorriso sulle labbra».