Comunicato AGO.RA del 18 Aprile 2013
L'associazione Agora e tutti gli aderenti ai comitati per Renzi del comune di Ravenna in una nota inviata alla stampa nella notte si dicono «allibiti» davanti a quanto sta succedendo in queste ore. Per tutte queste ragioni, i renziani ravennati invitano i parlamentari locali Alberto Pagani, Sefi Idem e Stefano Collina «a dare ascolto al sentimento espresso dalla base in queste ore sul territorio, a rispettare il bisogno di una scelta diversa e più condivisa ad assumersi l'onere di tale scelta oggi in Parlamento».«L'elezione del Presidente della Repubblica – si legge nella nota –, la più alta carica dello Stato e custode della Costituzione, è stata trasformata in un bazar con il centrodestra, dove la logica del compromesso al ribasso ha trionfato, purtroppo, per l'ennesima volta. Ci sentiamo pienamente concordi con quanto espresso ormai palesemente da tutti gli elettori del Partito Democratico e del centrosinistra e chiediamo una scelta consapevole e "alta" per il Colle.
Marini non esente da colpe rispetto al metodo e a certe dinamiche di corrente, non è in sé il problema. Come sosteniamo da tempo, le figure che hanno governato e gestito il centrosinistra negli ultimi 20 anni hanno perso completamente la capacità di saper interpretare i sogni, le aspirazioni e le richieste del proprio stesso popolo. Bersani e il suo tortellino magico, a Roma come nei territori, hanno fatto il loro tempo ed è ora che si facciano da parte per il bene del Partito e del Paese».
«In alternativa – termina la nota – avremo la dimostrazione evidente, se ce n'era bisogno, che non è solo un uomo che sta fallendo ma una intera classe dirigente nazionale e locale che, non avendo più la competenza ne l'onestà di leggere questo periodo storico, sta solo cercando la propria conservazione».
«Adesso è il momento di dire basta, perché i veri irresponsabili non sono gli elettori, ma i dirigenti chiusi nelle loro torri di avorio. Noi, da parte nostra, non fuggiremo dal Pd ma siamo già da ora pronti a ricostruire dalle macerie la grande casa del centro-sinistra italiano. A viso aperto e con il sorriso sulle labbra».
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